AMOS ANDERSON E VILLA LANTE

Ria Berg
Direttrice dell’Institutum Romanum Finlandiae

Il nome Amos Anderson (1878-1961) è ben conosciuto ai finlandesi: era un magnate che aveva creato da solo i suoi milioni, ma anche un mecenate, il cui nome è ancora portato da uno dei musei più centrali di Helsinki, Amos Rex. Ma qual’era il suo legame a Roma con l’istituto finlandese?

Un ritratto in rilievo di Amos Anderson realizzato da Felix Nylund. I suoi duplicati si trovano all’Institutum Romanum Finlandiae e al museo d’arte di Amos Anderson a Helsinki.

Anderson nacque in un piccolo borgo marinaro in Finlandia meridionale, Kemiö, da una famiglia di agricoltori di lingua svedese di mezzi molto modesti, con il padre severo e religioso. Dopo la scuola commerciale Anderson cominciò a muovere i primi passi nel mondo imprenditoriale, si interessò del nascente business della pubblicità, d’investimenti immobiliari e di editoria e in breve tempo, con mosse energiche, oculate e visionarie, creò una proprietà notevole e sempre in crescita. Fondò giornali, acquistò una casa editrice, divenne caporedattore di un suo giornale e anche parlamentare del partito svedese. Era aiutato in tutto dal suo carattere gioviale e socievole, che fece di lui il centro di reti di amicizie e collaborazioni, e lo rese anche membro di vari direttivi di associazioni culturali. Egli fondò anche una propria Associazione, la Fondazione d’Arte, Konstsamfundet.

Anderson pur senza compiere studi universitari, era un grande lettore, profondamente interessato di storia, lingua latina e arte, con particolare passione per la musica, architettura e arte medievale; per promuovere questi interessi in Finlandia divenne il patrono e motore del restauro del Cattedrale medievale di Turku. Anche il mondo del teatro lo affascinava molto e scrisse alcuni pezzi per il teatro. Pur essendo luterano, la chiesa cattolica e gli insegnamenti di S. Francesco d’Assisi esercitavano su di lui un profondo fascino. Spesso veniva a Roma in “pellegrinaggio”, e si racconta che gli ospiti delle sue allegre tavolate nella sua magione venivano esaminati con divertenti quiz sugli avvenimenti della storia romana e del papato.

La serie di eventi che culminò con la nascita dell’Istituto finlandese a Roma si mise in moto il 6 gennaio del 1938. Il giornale di Amos Anderson riportò in prima pagina l’idea proposta da un professore di latino, Einar Pontàn, in un discorso festivo: Il sogno di creare un istituto finlandese a Roma, dove all’epoca ne operavano già 19. Anderson, letta la proposta, ne divenne entusiasta in modo ardente, e con l’efficacia imprenditoriale che gli era propria mise subito i soldi sulla tavola. -Il giorno seguente il suo giornale titolò che un donatore “sconosciuto” aveva regalato un milione di marchi per tale scopo. Nel novembre dello stesso anno venne fondata la fondazione Institutum Romanum Finlandiae, e Anderson, ora pubblicamente sponsor dell’idea, ne divenne il primo presidente. Altri due milioni vennero indirizzati alla costruzione di un edificio a Roma, di cui lo stato italiano si impegnava a fornire il suolo, mentre lo stato finlandese si obbligava a sostenerne il funzionamento.

Nel 1939, l’attacco improvviso dell’Unione Sovietica in Finlandia significò un disastro anche per il nascente lstituto. Il giovane storico Gunnar Mickwich che doveva diventarne il primo direttore morì sul fronte, e l’inflazione mangiò tutto il capitale. Addirittura, il lotto di terra destinato all’istituto a Roma, accanto all’istituto svedese a via Omero, venne abusivamente occupato da un campetto di asini per carri turistici.

Un improvviso colpo di fortuna avvenne quanto Anderson ricevette nel marzo del 1950 una lettera da Roma, dal chargé d’affaires dell’ambasciata finlandese presso la Santa Sede, Göran Stenius: era affittuario di una meravigliosa dimora rinascimentale, Villa Lante al Gianicolo, e aveva saputo che il vecchio proprietario, il generale Demetrio Helbig la voleva vendere a qualche ente culturale. Bisognava agire in fretta, perché girava voce che la villa sarebbe presto stata dichiarato monumento nazionale. Dopo affrettate indagini sul valore e sulla condizione della casa e sulla sua adattabilità come sede dell’Istituto, il contratto venne ben presto stipulato tra lo stato finlandese e Helbig. Con una valigia piena di soldi Amos Anderson e il direttore designato dell’Istituto, Torsten Steinby, attraversarono l’Europa in treno ed arrivarono a Roma in una bella serata di maggio. Il generale Helbig li accolse nella sua casa nel tenebroso basamento della Villa. Helbig aveva seguito le fasi della guerra in Finlandia con attenzione ed esprimeva la sua felicità perché proprio “la eroica nazione di Sibelius” sarebbe diventata proprietaria della villa. Dopo che le parti ebbero firmato il contratto, il generale si fermò senza parole sul balcone aprendo le sue braccia verso Roma – il panorama era diventato finlandese.

Dopo tre anni di ristrutturazione giunse il momento di inaugurare l’Istituto. Una compagnia festante molto altolocata di politici e persone di cultura finlandese e italiani si radunò a Villa Lante nel maggio del 1953, per la cerimonia dell’inaugurazione. Il discorso venne ovviamente pronunciato da Amos Anderson.

Nel suo discorso disse, tra l’altro, “Così come le vecchie scuole che contornavano la Cattedrale di Turku nel medioevo divennero delle fortezze per congiungere la Finlandia con la cultura latina e romana, anche questo istituto diverrà, anche se in minore scala, una fortezza della ricerca finlandese sul suolo romano. […] Davanti a noi si apre la città eterna, dove Pantheon e Castel Sant’Angelo si raggiungono con lo sguardo. Nel nord vediamo Porta del Popolo, da dove i pellegrini nordici nel medioevo, e scienziati, artisti e studenti durante i seguenti secoli arrivavano a Roma. Ad ovest la cupola di San’Pietro, ad est Campidoglio e Foro Romano ci ricordano dei secoli passati. Non si può immaginare una sede migliore per il nostro istituto. […]

”Il sogno di un Istituto Finlandese a Roma, così, infine, si è avverato”.

Letteratura:

På Gianicolo. Vänskift till Amos Anderson på hans högtidsdag del 3 september 1958, T. Steinby (a cura di), 1958.

Villa Lante. Suomen Rooman Instituutti 1954-2004, P. Setälä, L. Suvikumpu, J. Sihvola, T. Keinänen (a cura di), 2004.

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